Spending review e politica fiscale comune in Europa, la versione di Padoan

Dopo l'approvazione della scorsa settimana in Parlamento del Documento di economia e finanza (Def), il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, a Parigi per un incontro con gli omologhi di Francia, Germania, Inghilterra e Spagna, guarda al futuro e alla legge di stabilità per il 2015. La parola chiave è sempre la stessa: revisione della spesa pubblica. "Continueremo ad effettuare tagli, la spending review deve essere rafforzata ed estesa". Il percorso intrapreso è secondo il ministro servirà a "completare e rafforzare il lavoro che è stato fatto con questo provvedimento".
24 AGO 20
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Dopo l'approvazione della scorsa settimana in Parlamento del Documento di economia e finanza (Def), il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, a Parigi per un incontro con gli omologhi di Francia, Germania, Inghilterra e Spagna, guarda al futuro e alla legge di stabilità per il 2015. La parola chiave è sempre la stessa: revisione della spesa pubblica. "Continueremo ad effettuare tagli, la spending review deve essere rafforzata ed estesa". Il percorso intrapreso è secondo il ministro servirà a "completare e rafforzare il lavoro che è stato fatto con questo provvedimento".
Padoan ha inoltre sottolineato l'impegno del Governo nella lotta all'evasione e all'ottimizzazione fiscale. "Combattere questi fenomeni, può portare a un diretto beneficio per i cittadini", sottolineando come l'allargamento della base imponibile possa "in prospettiva portare a una riduzione del fardello fiscale. Per questo, è parte integrante della strategia di crescita europea".
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In attesa del "responso" di Bruxelles sul programma di stabilità e sul piano nazionale di riforme che dovrebbe arrivare lunedì prossimo, Padoan ha avuto modo di affrontare con i colleghi europei il tema degli squilibri macroeconomici europei. Al centro del semestre italiano di presidenza dell'Unione europea, il ministro punterà ad accelerare i lavori per una politica fiscale comune, che punti alla trasparenza e allo scambio automatico delle informazioni fra paesi, con l'obiettivo di ridurre il carico fiscale per aumentare gli investimenti. L'obiettivo è quello di contrastare in questo modo "frodi fiscali internazionali e i tentativi delle multinazionali di sfuggire al fisco europeo". Per il ministro dell'Economia sarà necessario "affrontare anche il tema della tassa sulle transazioni finanziarie", su cui l'Italia sta procedendo con un gruppo di altri paesi e su cui la prossima settimana si pronuncerà l'Ecofin. "Nonostante l'argomento non fosse all'ordine del giorno - ha detto il ministro - ne abbiamo parlato: speriamo ci sia uno statement comune già nella prossima settimana".